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Accattatevillo! – INTERVISTA A PIETRO MEREU, UN “DISOCCUPATO IN AFFITTO”

di Camilla Zenobi

    Curiosando su Facebook tempo fa mi sono imbattuta in un link che mi ha colpito, come raramente succede. Era un video caricato su YouTube dal nome drammaticamente attuale: “Disoccupato in affitto”. L’ho fatto partire e ho pensato: “Ecco un po’ di rivoluzione!”. Sto parlando del primo episodio del suddetto documentario diretto da Luca Merloni, ideatore insieme a Pietro Mereu, protagonista delle riprese.

    Questi due si sono rifatti ad un’idea di un giovane inglese, David Rowe, il quale, ritrovatosi senza lavoro, decide di girare per la Londra del 2010 indossando un cartello di quelli da uomo sandwich con su scritto “Cerco lavoro, fatemi un colloquio”. Pietro ha fatto lo stesso, portandosi addosso il peso di questa indagine per ben 9 città italiane (Roma, Bologna, Lecce, Genova, Firenze, Cagliari, Verona, Milano e Napoli), mettendosi in gioco a metà fra finzione e realtà.

    Prendendo spunto dalla reale condizione di fuorisede sardo di Pietro, improvvisamente senza impiego in una Roma dove lavori solo per mantenerti la stanza e non per sostenere i tuoi progetti, gli autori hanno voluto sfidare le nuove leggi del social network, riportando in auge i modi dell’agorà. Io ci ho visto qualcosa di estremamente innovativo, e mi piace credere che sia anche grazie allo spam selvaggio cui ho fatto capillarmente appello nel mio piccolo pur di far apparire il video in diversi spazi web, che questo documentario sia arrivato ad essere nominato al Rome Independent Film Festival di quest’anno.

    Particolare non trascurabile, visto il ruolo ufficiale che ricopro su questa webzine, vi informo che per la colonna sonora sono stati scelti i brani di The Niro, il coinvolgente cantautore e compositore romano di cui si parla ancora troppo poco. Notevole a mio avviso l’accostamento tra “Heartache” e la fotografia in b/n della scena in cui Pietro incrocia un’avvenente fanciulla e si chiede cos’avrebbe eventualmente da offrirle, e come sia anche solo possibile pensare di innamorarsi per poi mettere su famiglia con le premesse economiche di questo momento storico.

    In occasione della prima al RIFF quindi, chiedo al buon Mereu transitante a Roma per l’occasione, di incontrarlo per fargli qualche domanda.

    - Pietro Mereu, 38 anni, sardo di Lanusei. Esperienze professionali, prima di arrivare a Disoccupato in affitto? Ho lavorato in una casa di distribuzione cinematografica, che ancora non mi ha pagato! Ancor prima sono stato ideatore di eventi, e autore televisivo.

    - Di cosa ti occupavi quando eri qui a Roma? Ho lavorato come pr televisivo, e poi ho perso il lavoro quando stavo collaborando con la casa di distribuzione di cui ti parlavo prima.

    - E per reazione ti è venuta in mente questa idea del documentario. Inizialmente l’idea era quella di chiudermi nella vetrina di un negozio e mettermi in vendita. Poi con Luca ci siamo confrontati e abbiamo deciso di farne un documentario, in quanto si era partiti dall’intenzione di farne un format, ma di produzioni nemmeno l’ombra; abbiamo quindi intrapreso la strada dell’autoproduzione. Ci hanno finanziato i nostri genitori ed ora come ora è un prodotto mediatico a tutti gli effetti.


    - Come hai conosciuto Luca Merloni? A Roma, perché amico di un mio amico regista di teatro. Siamo diventati amici a nostra volta, abbiamo iniziato a scrivere insieme dei format – fra cui quello dell’uomo in vetrina, e altri che ancora non sono stati realizzati. Lui è un regista televisivo, ed ex-giornalista: ha lavorato per Panorama, Telepiù, ecc.

    - Che prospettive ha questo progetto? Questa è una società che si appoggia molto sui social network, sui telefonini, sulle comunicazioni molto veloci. Noi abbiamo cercato di tornare ad una comunicazione empatica, sulla strada, anche se devo ammettere che Disoccupato in affitto ha avuto una grande diffusione grazie a Internet [il documentario è stato citato, fra le varie, anche sul blog di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it/2010/10/la_disoccupazio.html - ndr]

    - C’è l’intenzione di farne anche una versione tradotta? [quella italiana è già corredata di sottotitoli in inglese e si conclude con una sibillina e triste immagine di Pietro per cui la scritta sul cartello passa da "Disoccupato in affitto" a "Jobless for rent", quasi a suggerire un'amara soluzione nell'espatrio – ndr] Il nostro sponsor ci vorrebbe proporre a Michael Moore, [wow! - ndr] proporci cioè come capofila di una produzione internazionale che coinvolgerebbe almeno altri 10 paesi (come Giappone, Cina, Australia, Stati Uniti), in modo da mettere a confronto diverse situazioni disoccupazionali a livello mondiale.

    - Che impatto potrebbe avere distribuire il documentario fuori dall’Italia? Potremmo confermare uno status già sotto gli occhi di tutti, e quindi fare brutta figura, ma al contempo mostrare l’altra faccia della medaglia che è anche la grande qualità del popolo italiano, e cioè la generosità, e l’arte di arrangiarsi.

    - State pensando di fare un seguito? Nonostante i suoi difetti per ora questo progetto è completo.

    - Avete intenzione di mettere altri episodi su Youtube? Ci sono buone possibilità.

    - Quali sono stati i criteri di scelta dei brani di The Niro per la colonna sonora? Davide [Combusti - ndr] lo conosco da tempo, l’ho proposto a Luca Merloni che è impazzito per le sue musiche. Le canzoni da inserire le ha scelte Luca, per cui non saprei; posso dire che ci siamo trovati d’accordo subito sull’inserimento di An ordinary man e Liar.

    - C’è qualche possibilità di vedere D.i.a. al cinema? Già al RIFF ieri [il documentario è stato proiettato il 23 marzo 2011 – ndr] c’è stato un incontro con i produttori internazionali. Vediamo, speriamo!

    - Com’è la situazione occupazionale sarda? Dove vivo io, nella zona dell’Ogliastra, una zona pedemontana che vive di allevamenti di bestiame e raccolti, si fa una vita meno sofisticata ma più realista e reale, e non muore di fame nessuno. Ci sono anche dei soldi sommersi, molti campano sugli affitti delle case estive.

    - In definitiva.. cosa vuoi diventare da grande? [sbuffa, alza gli occhi al cielo e poi sorride – ndr] Ma che ne so. Produttore, attore, conduttore, autore di programmi televisivi e di documentari.


Aggiornamenti sulle proiezioni e informazioni sul progetto: http://disoccupatoinaffitto.blogspot.com

Primo episodio del documentario: http://www.youtube.com/watch?v=EYFsvRE4AQE

Sito ufficiale di The Niro: http://www.theniro.com/news.php 

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